Michele Cutro, cerimoniere dell’Ordine Cavallereschi d’Italia e critico gastronomico a “Sempre più in Forma Green”

Durante la puntata di martedì 7 marzo per RID 96.8 FM. ho avuto il piacere di intervistare Michele Cutro, cerimoniere dell’Ordine Cavallereschi d’Italia e uno tra i più importanti critici gastronomici italiani.

Hai avuto modo di portare la tua esperienza e la tua progettualità a Sanremo…

Sto rientrando dal Festival di Sanremo e sono dodici anni che sono impegnato a Sanremo, un luogo esclusivo dove ci sono le grandi eccellenze. Quella settimana c’è un po’ di tutto a Sanremo. Ogni anno io cerco di portare delle eccellenze anche per far conoscere i vari prodotti italiani regione per regione. L’Italia è ricca di prodotti. Ci invidiano tutti per le nostre eccellenze, non solo nell’ambito food, anche nell’ambito degli artigiani. Quello di cui mi occupo è un mondo molto particolare, ci sono tante responsabilità anche quando vengono premiate delle eccellenze per quanto riguarda l’arte della panificazione. Sono molto rigido e severo perché oggi c’è molta superficialità diciamo la verità. Certe volte anche i piatti quando ti vengono serviti non trasmettono emozioni. Alcune volte quando si va a mangiare un piatto a casa della nonna la domenica, non vedi l’ora che arriva questo giorno perché noi meridionali siamo pronti ad andare dai nonni per degustare dei piatti che veramente ci portano sulla vera cucina italiana”.

Nell’arco della tua carriera quali ristoranti o chef ti hanno colpito di più?

Per quanto riguarda l’arte bianca chi mi ha colpito è Il Discepolo, il grande maestro Iginio Massari. Penso che i suoi capolavori siano veramente qualcosa di eccezionale e che trasmettano emozioni. I dolci non devono essere solo degustativi, ma devono trasmettere l’emozione. Ho un’altra passione in pasticceria e adoro un altro grande maestro, Sal De Riso direttamente dalla Costiera Amalfitana con la sua specialità La Delizia al Limone che tutti amano. Poi abbiamo un grande maestro che fa sempre parte dell’arte bianca Vincenzo Tiri dalla Basilicata precisamente da Potenza, che è la mia città natale. Scendendo ancora c’è un altro grande maestro Fiasconaro, che oltre al panettone più buono del mondo ha anche una pasticceria e gelateria a Castelnuovo dove vale veramente la pena andare”.

Tu hai scritto che in cucina non ami il cazzeggio, che i cuochi troppo fantasiosi e i pizzaioli ti fanno perdere le staffe, e che i commenti su TripAdvisor li reputi il peggio che possa esistere. Inoltre hai detto che gli chef italiani sono bravi, anche i pizzaioli, ma leggermente permalosi. Ti va di commentarmi queste tue parole?

I cuochi sono sempre permalosi, stanno sempre sul chi va là anche quando gli voglio dare dei consigli, perché certe volte si sbaglia e sbagliare è umano. Poi quando riconoscono il loro sbaglio e nella sera passo a trovarli perché faccio il mio lavoro da critico, ossia degusto e do giudizi positivi e negativi, loro ci rimangono male del mio giudizio, perché gli dico sempre che la semplicità premia. Adesso va di moda tra i pizzaioli realizzare pizze gourmet in tutti i modi e di tutti i tipi, ma la vera pizza gourmet deve avere max due o tre ingredienti. La pizza deve essere semplice. Io amo la margherita e la marinara. Inoltre non parliamo poi di queste nuove farine che adesso stanno uscendo fuori come quella con i grilli”.

Quale è il tuo cibo preferito?

Il pacchero ai frutti di mare”.

Quanti anni hai? Che situazione familiare hai? Come concili la tua carriera con la tua situazione familiare?

Ho quarantatré anni. Sono fidanzato da sei mesi. Spesso andiamo a mangiare fuori, però il mio compagno mi vuole rubare il lavoro perché anche lui vorrebbe fare il critico, ma lavora nelle forze armate”.

So che tu non hai i social…

Non amo i social, sono contrario perché sono vecchio stampo”.